Ricerce Ticino Lombardia

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Ricerce Ticino Lombardia

Messaggio  marco il Ven Ago 22, 2008 5:21 pm

Ciao a tutti, mi chiedevo se in questi giorni c'è nessuno che cerca sul
ticino zona somma lombarda o vicino grazie .... mi piacerebbe vedere
come fate.... e magari scambiare 4 chiacchiere... ciao marco

marco
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Se il tuo messaggio non si vedeva è colpa mia

Messaggio  Zappetta Gialla il Sab Ago 23, 2008 2:26 am

Ciao Marco, quando hai inserito il messaggio probabilmente non sei poi riuscito a leggerlo/trovarlo: è colpa mia, stavo pasticciando col forum e senza rendermene conto credo di averlo reso inutilizzabile per qualche giorno. Ora sto cercando di risistemare tutto.
Saluti da "Zappetta Gialla".
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Gita fiume Ticino

Messaggio  Rinaldo il Sab Ago 23, 2008 10:48 am

Ciao, sono Rinaldo, come te cerco in questi giorni di organizzare una spedizione sul Ticino alla ricerca dell'oro. Sono in attesa di una risposta per andare a vigevano, ma il posto esatto me lo devono comunicare, fino ad allora non ti so dire nulla.
Se ci teniamo in contatto di sicuro un giorno faremo un salto, il divertimento è assicurato per l'oro.....Be non ti so dire.
Saluti Rinaldo cheers cheers

Rinaldo
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Re: Ricerce Ticino Lombardia

Messaggio  Giorgio il Sab Ago 23, 2008 11:16 am

Io domattina, domenica 24 agosto, ho intenzione di andare alla località sul Ticino descritta come "Oleggio presso Marano", l'itinerario è confermato e c'è , dopo l'allevamento ittico, una sbarra che ostruisce il termine in strada sterrata che conduce al parcheggio della zona di accesso al mitico luogo ora denominato località "Caserma"(il posto si riconosce anche da un medio cumulo di rifiuti accumulati al bordo della sbarra...non c'è neanche un cassonetto ma almeno la monnezza potevano portarsela a casa).
Un sondaggio di martedì scorso mi ha dato un discreto risultato...e appunto domenica mattina sarò ancora sul luogo del misfatto!

Giorgio
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Ticino

Messaggio  Rinaldo il Lun Ago 25, 2008 12:34 pm

Peccato che ho letto la tua risposta solo questa mattina, altrimwenti mi sarei aggregato.
Mi sai dire come è andata? hai trovato qualcosa?
vale la pena fare un salto? Fammi sapere
Saluti Rinaldo

Rinaldo
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Re: Ricerce Ticino Lombardia

Messaggio  Giorgio il Gio Set 04, 2008 12:48 am

Scusandomi per il ritardo nella risposta posso dire a Rinaldo che si è perso una buona giornata!
Il raccolto finale in circa quattro ore di scavo da solo (circa una quindicina di secchi di materiale setacciato a secco, passati nella canaletta "all'americana" con griglia a rete e zerbino in plastica a "ricciolo") è stato di 0,7 grammi di pagliuzze di medie dimensioni. Posso aggiungere che è da un pò che girello in quelle zone del Ticino e confermo la bontà di tutti i luoghi descritti a tale proposito su questo sito, ergo sono tutti ancora discretamente validi, è solo questione di trovare il punto giusto dove piazzare la canaletta (a luglio troppa acqua e ad agosto fiume in magra), e scavare!!! Very Happy
Provo ad aggiungere una foto della mia canaletta (prima versione), giusto per mostrare il tipo di tappetino che utilizzo, la canaletta è tra l'altro mal posizionata poichè la parte finale è completamente sommersa dall'acqua (area Ticino senza dislivello), ma nonostante ciò si è comportata benino!:

Giorgio
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Posizionare correttamente la canaletta

Messaggio  Rinaldo il Ven Set 05, 2008 6:38 pm

Grazie per la tua risposta.
Ti vorrei chiedere una cosa? mi puoi spiegare per favore come posizionare correttamente la canaletta nell'acqua?
e quale corrente serve per lavorare al meglio? se mi aiuti ti ringrazio.
Se per te non è troppo disturbo, la prossima volta che vai sul Ticino posso venire con te? basta che mi avvisi alcuni giorni prima, oppure contattami via email - Smile pluto.rc@libero.it.
Saluti rinaldo

Rinaldo
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Re: Ricerce Ticino Lombardia

Messaggio  Giorgio il Sab Set 06, 2008 11:01 am

Piazzare la canaletta...dipende dal tipo di canaletta, quella tipica in uso sul Ticino (la classica con solo le scanalature) è certamente più "sensibile" e delicata da posizionare, anche per questa ragione che ho "copiato" le tecniche di oltreoceano utilizzando una canaletta metallica con fondo in gomma e tappetino sempre di gomma, con questo sistema...basta che ci sia corrente ed una decina di cm di dislivello e lei lavora da sola!
Se volete alcuni esempi basta fare una ricerca di immagini con come chiave di ricerca "sluice for gold", ne vedrete delle belle!!!!! Shocked

Giorgio
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Re: Ricerce Ticino Lombardia

Messaggio  Giorgio il Lun Set 08, 2008 11:32 pm

Per concludere domenica 7 settembre ci siamo trovati anche con la compagnia di Rinaldo e nonostante il Ticino molto "vivace" ed in piena i risultati non si sono fatti attendere, il posto è produttivo anche al semplice piatto. Con quelle condizioni oscillanti del livello dell'acqua era davvero impossibile piazzare la canaletta "classica" mentre ben funzionava quella "all'americana" con il tappetino!
Poi sono arrivati nel pomeriggio anche i due fratelli di Pombia...davvero eravamo più cercatori che oro Very Happy
Bello è il contatto con la natura ma bello è anche condividere la comune passione anche con altri! Very Happy Very Happy Very Happy

Giorgio
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ricerche ticino lombardia

Messaggio  marino il Mar Set 09, 2008 1:36 am

Se fate un'altra spedizione sul Ticino nel mese di Settembre mi piacerebbe partecipare. Sono curioso di imparare come si fà
marino

marino
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Ticino: una gita dei bei tempi andati

Messaggio  Fabio Be il Sab Set 13, 2008 5:51 pm

Il Ramba, uno degli affettuosi diminutivi di Giannino Rambaldelli, è sempre stato un gran trascinatore: in quell’occasione alle riunioni del venerdì tanto disse e tanto fece, che alla domenica di buon mattino, nel consueto punto di riunione che – non ridete – era davanti al Gran Hotel Gallia - si presentarono 7/8 equipaggi, attrezzati – più o meno – di tutto punto.

Meta del giorno, una località a lui molto cara, Loreto sul Ticino, nella quale era stato portato da un anziano cercatore locale, molti anni prima, che proprio in quel luogo gli aveva insegnato l’uso della “trulla” o “badile” (cui era rimasto affezionato e che aveva modificato in versione “mini”, come valida alternativa alle batee, in allora, prima dell’avvento della plastica, molto difficili da trovare).

Allo stentoreo grido “accendete tutti le luci !” (a quel tempo una vera singolarità), venne dunque formata una sorta di autocolonna che si mise in marcia sulla A4, raggiunse Novara e quindi, per statali e viabilità minore, marciò verso Oleggio, sino a raggiungere la località di ricerca.

La pacifica invasione del luogo comportò non poco caos al momento dell’organizzazione dei lavori: riuscire a piazzare otto canalette fu infatti impresa che impegnò non poco e fu cementata da reciproche colorite espressioni, non sempre del tutto gentili.

Per la mia squadra, di tradizionale composizione familiare padre-figlio, il lavoro fu davvero complesso, anche perché avevamo scelto per l’occasione di utilizzare la canaletta larga, che dunque richiedeva un buon flusso d’acqua, non facile da ottenere, specie con il Ticino in magra.

La zappa si rivelò strumento fondamentale, in una con una buona scorta di lunghe strisce di robusta plastica, per organizzare opportune canalizzazioni, piccole briglie, moletti, per arrivare a far delineare una bella V nella lama d’acqua del nostro sluice, premessa per un regolare lavaggio.

Con una quindicina di persone al lavoro per raccoglier sabbia, c’era poco da fare i tecnici o i raffinati: ogni squadretta finì col prendersi un pezzettino di terreno, quasi a sorte, potendo in sostanza lavorare solo quello.

Quel che contava nell’occasione era però – alla fine – la compagnia e non certo il raccolto, sicchè dopo un inizio alacre, il fragore di setacci andò scemando, a beneficio di visite alle canalette altrui, a chiacchiere, frizzi e lazzi, con l’immancabile comparsa della tradizionale bottiglia di vino per qualche brindisi.

Passati un paio di secchi, nella spia della nostra canaletta baluginava solo qualche piccola pagliuzza, complice anche il punto di estrazione non proprio favorevole.

Non potendo estenderci o spostarci, decidemmo allora di approfondire lo scavo, creando una sorta di piccola trincea: l’energia non mancava e palate dopo palate finivano a rotolare sul telaio del setaccio grande, mentre il sottoscritto, addetto al rifornimento sabbia, sempre più sudato sprofondava con l’abbassarsi del piano di lavoro.

Il buon Ramba, nel frattempo, oltre a dar consigli a tutti, aveva cambiato destinazione al setaccio, destinandolo a griglia per far abbrustolire fette di polenta, che accompagnava ed offriva con aringhe affumicate.

Con tali premesse diveniva necessario spegnere l’arsura con buon vino ed il buonumore generale non mancava davvero, contribuendo a render la giornata davvero formidabile.

Noialtri ci eravamo limitati ad un frugale pranzo, per mandare avanti il lavoro, ma senza particolare profitto: il luccichio dell’oro aumentava nel primo solco, ma davvero di poco.

Per onestà va detto che anche le altre squadrette non avevano risultati degni di rilievo: chi più era in punta aveva qualche scaglia in più e più grossa, ma nel complesso, nulla di eclatante.

Attorno alle tre del pomeriggio, proveniente dai monti e preannunciata da possenti tuonate, iniziò una poderosa adunata di nubi e la gran maggioranza tirò in secca le canalette, per poi darsi al lavaggio finale, sotto un cielo che definire plumbeo sarebbe stato scorretto: era infatti nero come magnetite.

Con l’arrivo delle prime – inevitabili – gocce di avanguardia, uno strano spettacolo si presentò davanti agli occhi del sottoscritto, che frattanto scavava in quella che era diventata davvero una trincea: caduta una piccola trancia di materiale, apparve infatti nel taglio del sabbione una strana quanto marcata striscia grigia orizzontale, spessa due o tre centimetri.

Una sorta di crostone concentrato, ad oltre un metro di profondità.

Come fosse un segnale, in quella si aprirono le cateratte del cielo e ci trovammo sotto il diluvio.

Tutti scapparono alle auto, ma la situazione non ammetteva esitazioni: lasciata la pala, presi il cucchiaio e sotto il diluvio grattai alla rinfusa meno di mezzo secchio di quel materiale, togliendo poi i sassi più grossi a mano.

Portata la sabbia al punto di lavaggio, bagnati come pulcini, iniziammo a passarla sul canaletto, non senza qualche preoccupazione, perché frattanto il flusso dell’acqua nel fiume si era fatto decisamente violento ed irregolare.

Ogni cucchiaio versato creava un vero spettacolo: sul “lancio” appariva la immancabile nuvoletta del materiale e subito dopo iniziavano a scorgersi cinque, dieci, venti pagliuzze d’oro che illuminavano il nero della canaletta come fossero stelle nel firmamento.

L’eccitazione era alle stelle, ma il temporale frattanto rivaleggiava con il nostro entusiasmo, mitragliando acqua senza pietà, con sonori goccioloni che arrivavano a nembi.

Il Ticino – si intende - iniziò a crescere inesorabilmente, con una velocità sorprendente, mentre lo scavo iniziò ad allagarsi.

Scavato e passato un buon secchio dello spettacolare materiale, non feci in tempo a tornare alla trincea che il canaletto finì completamente sott’acqua, cominciando ad oscillare per la pressione che si formava a monte.

Inutile dire che le tentammo tutte: rompemmo qualche diga sull’esterno, provammo a rinforzare quelle interne, sollevammo il canaletto.

Non ci fu nulla da fare: l’acqua, nel suo complesso, da cielo e dal fiume, ebbe la meglio.

Nel senso che il fiume non riuscì a scalzare e far partire la canaletta, come forse avrebbe voluto, ma ci costrinse alla resa.

Con l’acqua che ruscellava dai capelli sino negli stivali, tra piccole ondate, fummo costretti a sbaraccare e passare al lavaggio finale, che fu uno dei peggiori della storia.

Trovare un angolino di acqua calma non fu infatti facile, ma il peggio furono poi i goccioloni di pioggia che arrivavano con le ventate, disturbando il lavaggio.

Arrivò in quella il Ramba con un mantello e l’aria preoccupata, ricordandoci che in una situazione simile una volta era rimasto quasi travolto da una piena, finendo col perdere portafoglio e documenti.

Ma eravamo in ballo e si doveva ballare: del resto la curiosità era davvero troppa.

Fortuna che la tradizionale batea in legno piemontese trattenne magnificamente ogni scaglietta, anche se non spinsi il lavaggio sino all’ultimo.

Raggiunto un decente livello di concentrato, passai il tutto in uno scatolino, ci dedicammo a colmare e livellare per bene la trincea e finalmente ci rifugiammo in auto, grondando acqua da tutte le parti.

Non avendo un cambio, attaccammo il riscaldamento e – essendo ormai rimasti soli – senza che il fortunale accennasse a diminuire di intensità, mettemmo la prua su Milano.

Asciugato e pulito per bene il bottino l’indomani, bilancino alla mano, mi trovai in mano più di un grammo e mezzo di oro.

Praticamente tutto da un secchio e mezzo di sabbia (ancorchè davvero scelta).

Con la serena coscienza che sarebbe stato sufficiente tornar sul posto, riaprir lo scavo e avere ulteriori risultati, decidemmo che il tutto ci sembrava antisportivo e che ormai sarebbe stato troppo facile.

Il fondo di uno scatolino era pieno, che senso aveva cercare di riempire una provetta ?

Che si divertisse qualcun altro.

Da allora non sono più tornato sul posto e son passati più di vent’anni.

Chissà forse non c’è più o forse era solo una piccola striscia senza continuità, ma a me piace pensare che quel ricco strato sia ancora là, in profondità, ad aspettare di essere riscoperto da qualche altro mattacchione in cerca di avventure.

Fabio Belloni

Fabio Be
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Re: Ricerce Ticino Lombardia

Messaggio  Giorgio il Lun Set 15, 2008 12:59 pm

Poche parole Fabio...GRAZIE!
Tra l'altro giusto ieri sotto una fine pioggerellina abbiamo conosciuto un vecchio cercatore di Oleggio che ci ha anche lui raccontato dello "stratovecchio" particolarmente ricco e produttivo ma difficile da localizzare...entrano in gioco le due "C"...di cui una è "costanza" e l'altra... Very Happy
Mi scuso con Martino,ma l'uscita di ieri era davvero troppo incognita per condividerla con successo come lo è stato con Rinaldo...sarà per la prossima volta!
Tornando a Fabio ma soprattutto a Rambaldelli, che non ho conosciuto direttamente ma solo attraverso le pagine del suo libro, voglio sottolineare l'estrema disponibilità di questo appassionato nonchè la grande generosità nel condividere le proprie esperienze, grazie!
Direi poi che questo breve racconto meriterebbe un piccolo spazio nell'area dedicata alle esperienze sul campo!

Giorgio
Ospite


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Loreto di oleggio

Messaggio  Cristian il Ven Apr 24, 2009 3:39 pm


Buongiorno a tutti!
Innnzitutto mi presento: mi chiamo Cristiano Bolamperti, ho 36 anni e abito ad Oleggio, frazione Loreto.
Ho trovato questo forum casualmente, l'ho visitato in lungo e in largo e mi sono imbattuto in questa discussione dove viene menzionata Oleggio, Loreto e un luogo sul Ticino a me ben noto, che qui è chiamato "località Caserma" ma che noi oleggesi chiamiamo "il porto" in quanto fino ai tempi della seconda guerra mondiale c'era un ponte di barche che congiungeva Piemonte e Lombardia.
Provengo da una famiglia che ha un passato di rilievo nell'attività di ricerca dell'oro sul Ticino. Fino agli anni 60 era una vera e propria attività, non un semplice hobby. Poi la sempre minor presenza del prezioso metallo nelle sabbie del fiume e la sua sempre meno remunerazione, ha fatto si che questa attività terminasse.
Fino ai primi ani 80, quando con mio zio e di mio padre la riprendemmo, seppure non convenisse dal punto di vista economico. Qualcosa di più di un hobby insomma, ma nulla che potesse dare una certa rendita. Di certo se una giornata di lavoro non rendeva almeno 4-5 grammi di oro non tornavamo in quel luogo.
Le zone da noi battute andavano dal "casone" al ponte di ferro, ma i luoghi più fruttiferi sono stati appunto il "casone", il "porto" e la curva della "Raspagna".
Loreto era il luogo dove si trovavano i più abili ed esperti cercatori d'oro, tra i quali Giovanni Valentini (Giuanin Vis) che ho visto menzionato e ritratto in foto su questo sito. Vero maestro, pignolo, audace, intransigente. Quante sgridate mi son preso da lui perchè non "sbattevo" abbastanza la trula o perchè non mettevo la sabbia sull'asse con la sua stessa maestria! Se ne è andato già da alcuni anni, dopo aver setacciato ogni palmo del suo amato Ticino che conosceva meglio delle sue tasche.
Gli strumenti utilizzati a Oleggio sono la trula e l'asse (che qui vedo chiamata canalina)
Ho qui letto di assi costruiti nei modi più disparati... con zerbini, gomme... o a righe di sezione quadrata-rettangolare. Attrezzature che comunemente vedo utilizzate dai non pochi cercatori d'oro "della domenica" (termine assolutamente non offensivo, ma che sta ad indicare coloro che svolgono tale attività esclusivamente come hobby e senza molte pretese)
La tradizione oleggese, tramanda regole ferree per la costruzione dell'asse. In particolare riguardo la sezione delle righe, che deve essere esclusivamente trapezioidale. Perchè? Me lo chiesi anch'io agli inizi... e provai a costruire assi con righe a sezione quadrata o rettangolare. Ebbene, utilizzando queste assi, raccogliendo la sabbia da essi espulsa e passandola sulla trula, vi era sempre dell'oro.... Cosa che mai è accaduta usando l'asse con righe a sezione trapezioidale. Non so spiegare "scietificamente" il perchè... ma così è! Eh nulla di ciò che facevano i nostri vecchi era casuale...
Non parliamo poi di zerbini e gomme varie... se proprio quei vecchi fossero qui ora a vedere queste cose gli verrebbe un infarto!!
Altrettanta attezione va riservata al posizionamento dell'asse. Dalla costruzione della "filarola", la diga di sassi che porta acqua all'asse, alla fossa da scavare dietro l'asse stesso per consentire all'acqua di chetarsi del tutto prima di passare sull'asse, alla quantità della stessa acqua, alla pendenza da dare all'asse. Tutti particolari che se trascurati rischiano di vanificare parte del lavoro fatto. Oggi vedo canaline posizionate direttamente nella corrente dell'acqua, magari pure di sbieco ad essa, quantità e velocità dell'acqua assurde. Povero oro... costretto in buona parte a tornare nel fiume!!
Quando iniziavamo una cava, prima di partire a setacciare la sabbia, ci mettavamo un giorno intero e a volte più solo per costruire la filarola, scavare la fossa, fare le prove con l'asse. Quando tutto era sistemato alla perfezione si partiva col lavoro. In due a scavare e setacciare, e io a "macinare" (termine da noi utilizzato ad indicare il mettere la sabbia sul pettine dell'asse per la lavatura) la sabbia. Riempite le righe, si davano gli ultimi ritocchi. Controllando che l'acqua non facesse onde e regolando la corretta pendenza del'asse. L'asse non doveva mai fermarsi di lavorare, doveva costantemente esserci sabbia da lavare.
Inoltre lo scavo non avveniva a casaccio. Nei giorni precedenti venivano fatti numerosi "assaggi" con la trula, al fine di definire i confini della cava, la profondità dello scavo, per evitare di setacciare e lavare inutilmente sabbia che non conteneva oro.
Insomma, un lavoro svolto in maniera tutt'altro che casuale.
Ma parliamo di altri tempi... seppur non più lontani di 15 anni orsono.
Oggi, complice lo spunto che mi ha dato una mia amica giornalista che doveva fare un pezzo su un mensile novarese e pertanto mi chiese supporto, ho tirato fuori la vecchia attrezzatura. La trula d'acciaio, come nuova. Il vecchio asse, risistemato e ripitturato di catramina. Pronto per ripartire. Certo, ormai non se ne parla più di fare 5 grammi d'oro al giorno, a meno di una botta di quella C di cui qualcuno menzionava prima. Sarà solo per divertimento, per riassaporare sensazioni ormai quasi sopite. Ma mai e poi mai mancherò di rispetto ai miei vecchi compagni di tante campagne sul Ticino nè al Ticino stesso mettendo giù l'asse alla bersagliera e tantomeno usando strumenti che a me fanno rabbrividire.

Cristian
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LE REGOLE NON SCRITTE..... MA CHE VANNO RISPETTATE!!!

Messaggio  Cristian il Lun Mag 18, 2009 2:37 pm



LE REGOLE NON SCRITTE..... MA CHE VANNO RISPETTATE!!!



Prendo spunto da un fatto accadutomi sabato scroso.

Premessa: dalla fine del mese di marzo ho "saggiato" lungo la sponda oleggese del Ticino per vedere se vi fosse l'opportunità di aprire una cava che fosse proficua. Quindi non "così, tanto per giocare".

Ebbene ho trovato il luogo. Ho fatto vari assaggi per delimitare i confini della cava, ovvero l'area prolifica, ove valesse la pena lavorare, delimitandola con piccole piramidi di sassi.

Vi lavoro da ormai 4 sabati e domeniche e sono quasi giunto alla fine. Oltre non mi conviene andare.



Sabato scorso, alla una, mi reco sul posto con la carriola e tutta l'attrezzatura: asse, trula, setaccio... e cosa vedo? Un tizio che sta setacciando sabbia nella mia cava...

Ad una prima occhiata ho subito capito che si trattava di uno dei tanti che "si divertono" sul ticino, bastava vedere la "canalina" fatta con un tappetino di gomma...

Mi avvicino al tizio, lo saluto e lui ricambia. Al che gli chiedo se la cava l'avesse aperta lui. E mi risponde "no, sa, io sono qui per divertirmi un pò, non è che lo faccio per professione eh... ma qui mi sembra che ce ne sia tanto di oro eh!" al che gli faccio presente che la cava l'ho aperta io, vi lavoro da 3 settimane, e non lo faccio propriamente "per divertirmi", ma perchè ho una resa... (sempre che così la si possa chiamare)

Il tizio ci è rimasto male, quasi mortificato, e scusandosi fino all'eccesso voleva consegnarmi quel poco oro che in mezz'oretta aveva recuperato. Ovviamente non l'ho accettato e tantomeno mi sono arrabbiato con lui. Sapevo perfettamente che aveva agito in buona fede perchè non conosceva le "regole non scritte" che ad Oleggio (ma credo valgano ovunque...) regolano la "proprietà" delle cave di oro.

Non avendo io molto tempo per le chiacchiere, in uno scambio di battute di dieci minuti gli ho spiegato che laddove c'è una cava aperta (aperta: vi è spazio tra il materiale da setacciare e la ghiaia posta a copertura del buco della cava) non bisogna scavarvi. La cava era delimitata da vistose piramidi in pietre... Oltre quel perimetro tutto è concesso, all'interno di esso no.



Il tizio ha allora scavato altrove, dove gli ho indicato potesse trovare un pò di oro, che cmq io non avrei setacciato perchè ritengo troppo poco. Poi, quando avevo già macinato alcuni secchi di sabbia è venuto lì a guardare, chiedere informazioni ecc.. Una persona simpaticissima ed educata. Ma che appunto quelle regole non le conosceva.



Orbene, come dicevo, dette regole sono ben note ad Oleggio e presumo anche tra i veri cercatori d'oro di altrove.

Siccome la sponda piemontese del ticino, rifrendomi soprattutto alla zona dal Casone alla Raspagna, è meta di un sempre maggior numero di persone che "si divertono" (e ne hanno pieno diritto!!!), perlopiù provenienti dalla sponda lombarda, muniti delle attrezzature più fantasiose (che a me fan salire il sangue ai capelli!!! ma vabbè questo è un altro discorso..), credo sia il caso di rendere note il più possibile le sopra citate "regole non scritte"..... al fine di evitare episodi spiacevoli. Certo, il tizio che dicevo è stato molto corretto e comprensivo... ma avessi beccato una testa calda?? C'avrei dovuto litigare....



Ebbene, le regole sono poche ma chiare:



- In una cava aperta non si deve scavare.



- Ove ci sono piccole piramidi di sassi, vicino a piccole buche (ove sono stati effettuati gli assaggi), non si deve scavare all'interno del perimetro delimitato dalle piramidi stesse (può esservi anche solo 1 piramide e il resto della cava delimitato dalle buche...). La cava non è stata iniziata, ma il fatto che il perimetro è stato delimitato significa che qualcuno vi ha trovato oro a sufficienza ed intende aprirla a breve.



- Se vi è la presenza di una filarola (diga) che porta acqua al canale ove è stato posizionato l'asse e detto canale è stato chiuso con pietre e sabbia, significa che qualcuno lì aveva posizionato l'asse e vi ritornerà. Pertanto non ci si deve posizionarvi il proprio asse, il quale deve essere posizionato a valle.



Sono regole che non stanno scritte da nessuna parte, ma che tra persone per bene, quali sono i veri cercatori d'oro, si rispettano rigorosamente!!!!



P.S. per chiunque voglia corrispondere con me sull'argomento di questo mio post, o in generale sulla ricerca dell'oro sul fiume Ticino, lascio la mia emai:


Cristian
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Messaggio  Cristian il Lun Mag 18, 2009 2:41 pm

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Cristian
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Cava aperta???

Messaggio  Giorgio il Mer Giu 03, 2009 11:22 pm

Caro Christian, sono senz'altro molto "deontologiche" quelle regole che hai qui sopra enunciato, ma d'altra parte in quella stessa zona è ormai da un annetto che ci si incontra quando in altri punti del Ticino è difficile scavare per le avverse condizioni del livello del fiume!
Se dovessimo rispettare le "cave aperte" non ci sarebbe stato quasi nessun posto sul Ticino dove potere scavare!
I migranti Lombardi sono quasi tutti muniti di permesso di ricerca rilasciato dalla regione Piemonte (che regolamenta anche la ricerca dell'oro aluvionale) e scavano nei posti liberi al mattino... tutti lo facciamo per passatempo e/o divertimento; se uno vuole esercitare la ricerca per professione ed aprire una zona di ricerca riservata deve avere l'autorizzazione regionale e dell'ente parco del Ticino!
Non me ne volere, ma oggi più nessuno campa con la pesca dell'oro e anche quando questo era una realtà la cava veniva sfruttata quotidianamente e non una o due volte la settimana...anche sull'Elvo quando uno trovava una punta buona la aveva in esclusiva per i primi tre giorni poi : il fiume è di tutti e proseguiva che si alzava presto al mattino.
Altrimenti che ragione vi sarebbe ne: "il mattino ha l'oro in bocca!"????
Stando come sono le regole di parchi e zone protette direi di neanche pensare ad una vertenza sulla definizione di "cava aperta" e "diritti di sfruttamento"; nel parco dell'Adda hanno risolto la questione proibendo a tutti la ricerca dell'oro alluvionale!
P.S. le orribili canalette moderne sono il frutto di decenni di ricerca e studi sul miglior modo per raccogliere l'oro alluvionale e, seppur meno eleganti, sono funzionali allo stesso modo delle classiche canalette del Ticino.
La vecchia 850 di un mio amico funziona benissimo con il suo spinterogeno e le aste e bilancieri, poi la tecnologia qualcosa ha fatto... a lui piace la 850 non per questo denigra le altre...!|
Buona "pesca a tutti" e, forza che il Ticino si sta abbassando... non mettete piramidi di pietra dappertutto però!!!

Giorgio
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Re: Ricerce Ticino Lombardia

Messaggio  cristian il Ven Giu 05, 2009 2:19 pm

Ciao Giorgio,
se non sbaglio sei il ragazzo che ho incontrato qualche settimana fa?
Venendo all'argomento, preciso alcune cose: in primis confermo che più nessuno "ci campa" sulla ricerca dell'oro, nemmeno io. Questo a causa della cmq scarsa presenza di oro. Parlando di "resa" intendevo non propriamente un lauto guadagno, ma un quantitativo giornaliero (mezza giornata per la verità..) tale per cui ho ritenuto opportuno lavorarci.
Daccordo, il 99% dei cercatori d'oro di oggi lo fa per divertimento e ne ha il sacrosanto diritto. Io sono uno dei pochi che non lo trova propriamente un divertimento, devo avere una minima resa per tutto il sudore e la fatica patiti, altrimenti non mi viene alcuna voglia di mettermi a scavare. Sarà perchè lo faccio da quando ero piccolo o perchè i ricordi delle cave di 20-25 anni fa, che rendevano 7-8-10 grammi al giorno fan si che i 2-3 grammi di oggi mi sembrino pochi.
Riguardo alla "proprietà" (termine che avevo virgolettato, per significare appunto che non si tratta di una vera proprietà, intesa come possesso e diritto esclusivo di scavo, regolamentati da opportuni permessi dell'Ente Parco) della cava, e alle regole "non scritte" che ho citato, sono cose ben note e assolutamente rispettate dai locali cercatori di oro. Comprendo perfettamente che chi non è del luogo non le conosca e infatti non ho incolpato nessuno, tantomeno il tizio che ho citato.
Sono regole appunto deontologiche, non scritte, che possono essere criticate, non condivise. Ma hanno regolato e regolano tutt'ora i rapporti di rispetto reciproco tra noi locali cercatori di oro. Per me, così come per gli altri loretesi, oleggesi, scavare nlla cava aperta da un altro è un atto che definirei disonorevole. Fare gli assaggi, trovare e delimitare il luogo che "rende", iniziare e finire la cava, sono azioni che danno orgoglio e soddisfazione, ancor più della quantità di oro che se ne trae. Che onore e soddisfazione si ha nell'estrarre oro nella cava aperta da un altro? Questo è quanto sento, quanto mi/ci appaga.
Pur vero è, come ben dici tu Giorgio, che visto l'ormai esiguo numero di luoghi abbordabili sul ticino e il sempre maggior numero di coloro che fan della ricerca dell'oro un puro divertimento, è ben difficile trovare un posto dove nessuno vi abbia scavato.
Ma riferendomi al luogo che ben conosci, sai che è molto vasto... e che la cava che ho delimitato io è un'infinitesima parte di tutta la spiaggiata... Pertanto, scavare al di fuori di detta area delimitata non è impresa impossibile. Anzi.... Ti dirò di più. Continuando negli assaggi più in lontananza, ho trovato un'area inferiore, circa 6 metri per 2, che in quanto a resa è ancor più valida del luogo ove scavo ora. Ma me ne occuperò nei mesi autunnali. Questo per dire quanto sia tutt'altro che impossibile trovare un'alternativa allo scavare in una cava già aperta da qualcun altro. Basta cercare... e la soddisfazione di trovarla è tanta!
Un'ultima battuta sulle attrezzature. Ho provato zerbini vari, gomme... ciò che comunemente vedo utilizzato dai tanti. Non conosco gli ultimi ritrovati della ricerca e della scienza. Tuttavia per quel che ho sperimentato, nulla regge le 10 carriole o più di sabbia e relativa quantità di oro, se non il classico asse con le righe incavate. Vuoi anche che sono un fermo sostenitore delle tradizioni, il mio asse non lo cambio con null'altro :-))
Quanto sopra vale come precisazione e miglior spiegazione del mio intervento precedente, senza alcuna vena polemica.

cristian
Ospite


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Re: Ricerce Ticino Lombardia

Messaggio  Matteo il Dom Giu 28, 2009 4:26 pm

Ciao a tutti, vorrei sapere se in questi giorni c'è qualcuno che cerchi l'oro nel Ticino e che, vista la mia assoluta ignoranza dell'argomento, sia disposto a farmi vedere come si fa e insegnarmi qualcosa. Grazie mille! ciao Matteo

Matteo
Ospite


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Re: Ricerce Ticino Lombardia

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